AfterVille
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tomorrow comes yesterday

Enzo Biffi

direttore MIAAO


Su questo giornale di bordo, in occasione del decollo del programma culturale collegato al Congresso mondiale di Architettura di Torino del 2008, scriviamo una ‘relazione di minoranza’. Siamo infatti convinti, narrando del trip di un’ Astronave Torino verso Afterville, città futura, che tra le referenze passate da esibire a un pubblico internazionale occorra mostrarne alcune inconsuete e persino, per taluni, ‘impresentabili’. Vogliamo delineare un’immagine differente della cultura del progetto a Torino, ma evitando che il ‘revisionismo’ venga compromesso da sospetti di ‘reducismo’, da sessantenni o sessantottini. Per fortuna in questo tipo di battaglia culturale si provano nuove generazioni di saggisti e professionisti: ‘splendide quarantenni’ come Luisa Perlo (a suo tempo coautrice di una storia artistica ‘diversa’ della città non a caso intitolata EccentriCity, pubblicata nel 2003 dalla Fondazione per il Libro) ma anche, tra gli altri, i trentenni del gruppo Undesign e una ventenne giovanissima studiosa, Elisa Facchin. Con le citazioni di questi militanti si iniziano a illuminare i reticolati dei campi disciplinari: l’architettura e l’arte, certo, ma anche il visual design, ‘specialità’ della nuova creatività torinese, già sostenuta dall’Ordine degli Architetti di Torino, dalla Sua Fondazione e dalla locale Camera di Commercio con l’edizione di Turin Tour, insolita guida alla città che sarà tra breve ripubblicata. Dall’architettura dobbiamo necessariamente partire, accennando agli hommages che sono dedicati a Enzo Venturelli e Leonardo Mosso, due architetti e utopisti, per certi versi ‘fantascientifici’, il cui rilievo internazionale va qui definitivamente stabilito. Così va affermata la loro flagrante attualità poiché in entrambi, diversamente declinate, sono centrali alcune questioni oggi cruciali come un’interferenza più o meno equivoca tra scultura e architettura o l’estrema attenzione all’ambiente e a una nuova ecologia. Ma è anche di grande interesse la loro propensione al disegno di chiese ‘avanguardiste’, fondata su di un’altra autorità torinese, quella di Fillia, autore e firmatario con Marinetti nel 1932 del Manifesto dell’arte sacra futurista. L’evocazione dell’avanguardista subalpino Fillia provoca un’altra associazione, quella tra Fantascienza e Futurismo, già suggerita negli anni ’60 da Louis Pauwels nell’editoriale del primo numero dell’edizione italiana di “Planète”: “Nella fantascienza di miglior tono c’è un’arditezza di temi che è molto simile a quella del pensiero d’ avanguardia”. Luciano Lanna e Filippo Rossi commenteranno così lo statement di Pauwels: “Era un riconoscimento di ‘maggiore età’ per la science fiction, paragonata -nel contesto delle nuove società di massa- alle avanguardie storiche del Novecento: la fantascienza come nuovo futurismo” (Fascisti immaginari. Tutto quello che c’è da sapere sulla destra, Vallecchi, Firenze 2003). Ebbene, la pubblicazione della politicamente ambigua, se non per alcuni scorretta, rivista “Pianeta” appartiene proprio a una storia culturale rimossa di Torino. Qui la rivista viene riletta come impresa notevole anche per la grafica di Pierre Chapelot, ripresa da Undesign impaginando per omografie e analogie le immagini, in una forma di persuasivo ‘pensiero visivo’.
Ed è commemorato Piero Femore, intellettuale torinese da poco scomparso, promotore di “Pianeta” come di altre iniziative editoriali spregiudicate delle quali nei ‘coccodrilli’ pubblicati alla sua morte non è fatto cenno.





Undesign, Take off Astronave Torino, 2007,
progetto grafico per la mostra al MIAAO di Torino
Per altri motivi “Pianeta” era stata ricordata dal critico Janus nel catalogo di una mostra intitolata La città inquietante. Pittura fantastica e surreale a Torino, allestita alla Promotrice delle Belle Arti nel 1992. Legittimamente: senza dubbio “Planète” e Pauwels avevano come principale riferimento artistico il Surrealismo. Tuttavia un movimento ‘realista fantastico’ in pittura nacque nel 1963 grazie all’influenza determinante di un altro personaggio dimenticato come il belga Jean Triffez, la cui opera ‘astratta’ e simbolica era però distante da ogni epigonale ‘maniera’ surrealista e rappresentava una sofisticatissima indagine su nuovi spazi e luci, spirituali e siderali. Diversi lavori di Triffez sono stati acquisiti dal MIAAO e presso il Seminario Superiore di Arti Applicate di San Filippo Neri è in corso una ricerca su altri curiosi testi ‘spaziali’ e ‘cinetici’ francofoni di dichiarata ascendenza ‘surrealista’ come quelli, inediti in Italia, del parigino Groupe Space, attivo nella seconda metà degli anni ’70. Le ragioni delle azioni torinesi di raccolta e studio di questi documenti consistono anche in loro specifici aspetti sperimentali visuali e percettivi, strumentali e tecnici: l’aerografo da tutti usato con maestria, sino negli esiti estremi alla prefigurazione di immagini 3D in lavori border line tra pittura e computergrafica. Insomma questo numero 0 di Afterville celebra ibride figure, professionalmente trasgressive: grafici-artisti come Alessandro Scali e Robin Goode con la loro Nano-arte; architetti-artisti come Giampietro Fontana, Tullio Rolandi e lo strepitoso Marco Patrito. E poi designer che si autoproducono, artigiani metropolitani come Michele Guaschino, German Impache, Vittorio Pavesio, Bruno Petronzi, Roberto Zucca, sovente ‘riciclatori’ e assemblatori di oggetti trovati. Partecipi di una ‘estetica delle rovine’ della tradizione industriale torinese che raggiunse un suo climax sublime nell’allestimento da parte della Mutoid Waste Company di un Tempio metalmeccanico antagonista alla Cavallerizza Reale nel 2002. Variegatissima quindi, anche ideologicamente, la nostra Turin Spaceship Company, però accomunata dallo stesso intento dichiarato da Pauwels e Bergier sul primo numero ‘torinese’ di “Pianeta” del 1965: “siamo semplicemente un gruppo di persone… le quali si interessano a fatti di cui i giornali e le riviste di vasta diffusione -e qualche Istituzione dobbiamo aggiungere- abitualmente non parlano”. da AfterVille the newspaper n° 0

eventi

astronave torino

14 ottobre 2007 - 7 gennaio 2008

MIAAO, via maria vittoria 5, torino


the experiment

venerdì 29 febbraio ore 10:00

cinema massimo, via verdi 18, torino


the show

giovedì 27 / venerdì 28 marzo ore 21:00

museo nazionale del cinema, via montebello 20, torino


the movie

mercoledì 16 aprile ore 21:00

cinema massimo, via verdi 18, torino


the reading

29 aprile / 13 maggio ore 18:00

circolo dei lettori, via bogino 9, torino


the underground exhibition

12 giugno - 27 luglio

linea 1, metropolitana di torino


the starchitecture night

2 luglio ore 21:00

OGR, corso castelfidardo angolo corso stati uniti, torino


dalle città dell'aldilà

4 ottobre - 31 dicembre 2008

MIAAO, via maria vittoria 5, torino









Michel Guéranger, Space, 1975, olio su tela, cm 90x90. Collezione dell’artista. Courtesy Archivio MIAAO.


Enzo Venturelli, Chiesa Spaziale, anni ‘50, plastico.