AfterVille
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tommorw comes today

Fabrizio Accatino

cocuratore


Esiste un’estetica dell’altrove che chi ha girovagato almeno un po’ lungo i sentieri della fantascienza riconosce al primo sguardo. Da oltre un secolo -dai primi sogni sfocati di H.G. Wells- la science fiction ha compiuto un percorso visionario che l’ha portata a tratteggiare in maniera sempre più definita pieghe e dettagli di società alternative. Una progettualità parallela (peraltro mai codificata fino in fondo) si è dispiegata in romanzi, film, storie a fumetti: una fanta-urbanistica, una fanta-architettura, un fanta-design hanno attribuito forme e colori alle visioni di generazioni di narratori. Come plastici animati dalla scintilla della vita, le tante Afterville (le città di domani) hanno via via abbandonato le dimensioni del bozzetto e del fondale per costituirsi come insiemi complessi, universi caratterizzati da una coerenza interna precisa, a tratti estrema. Per ciascuna di esse il minimo comun denominatore è la distonia (di volta in volta impercettibile o macroscopica) rispetto al -qui e ora- di chi le ha pensate. Gli elementi che le popolano -essi stessi creazioni del gusto e dell’ingegno del presente: edifici, veicoli, elementi di arredo- attingono alla realtà solo per tradirla, a turno trasfigurandola o rovesciandola. Nel corso degli anni (reali) gli universi (virtuali) della fantascienza si sono trasformati radicalmente, facendosi sempre più materici,




curatori
Carlotta Petracci, ritratto dei curatori di Afterville
da sinistra Michele Bortolami, Tommaso Delmastro, Fabrizio Accatino, Massimo Teghille

toccando un ipotetico zenit e poi andando oltre, rarefacendosi fino alla smaterializzazione. Partita da quegli stupendi e perfetti oggetti rétro che popolavano la fantascienza d’antan (gli aeromobili imbullonati dei romanzi di Verne, il razzo bianco e rosso dei fumetti di Tintin, i velivoli di stagnola dei corti di Méliès), l’oggettistica di genere ha iniziato a impiegare materiali nuovi, deformandosi, assorbendo la luce, corrompendosi.La schematica e indefinita perfezione degli esordi si è pian piano consumata, lasciando spazio a texture sempre più difettose e deperibili, intaccate dal tempo e dall’uso, corrose dalla ruggine e dallo smog.

Dal sense of wonder di Uomini sulla Luna al ferruginoso disfacimento dei vari Alien, passando per Solaris e Dark Star, la materialità diventa materialismo, in un deterioramento continuo che individua le sue d’Ercole nel futuro distopico di Blade Runner. Al termine di questo processo di corruzione e perdita di senso c’è il passaggio dalla fisicità alla metafisica (anticipato dal nulla abbacinante di L’uomo che fuggì dal futuro), giù giù lungo la china che porta agli universi binari di Johnny Mnemonic e Matrix, fino all’immaterialità assoluta di Final Fantasy, che di questa deriva è -per l’appunto- la fantasia finale.


i curatori

Undesign


Viene fondato a Torino nel 2003 da Michele Bortolami e Tommaso Delmastro. Undesign progetta concetti nei campi del design e dell' architettura, fondendo simultanemante aspetti funzionali, formali, comuniativi ed emotivi. Basandosi sull'interrelazione tra design di prodotto e branding, ha dato vita e segue un sistema programmatico di progettazione, definito UNDESIGN. UN-DESIGN come DE-PROGETTARE. Tendere verso la sintesi formale procedendo per sottrazione, non addizione, così da ridurre la forma a puro simbolo di se stessa. Un modo di fare design purificato dal superfluo, senza inutili stratificazioni; oggettivo ed accessibile a tutti. Secondo la filosofia undesign: "design less, design better" (progettare meno, progettare meglio) www.undesign.it


Michele Bortolami


Nasce a Moncalieri (TO) nel 1977. Architetto, si laurea nel 2003 presso il Politecnico di Torino con una tesi in branding and exhibit design. Tiene corsi e workshop di comunicazione e visual design presso la Facoltà di Scienze delle Comunicazioni di Perugia, l'Università del Piemonte Orientale e la Facoltà di Scienze Politiche di Torino. Ha ricoperto il ruolo di external tutor per il settore media&design all'interno degli ASP Projects dell'Alta Scuola Politecnica di Torino. È membro della commissione "Visione Creativa" dell' Ordine degli Architetti di Torino. Nel 2003 fonda a Torino con Tommaso Delmastro lo studio Undesign dove si occupa di progettazione creativa negli ambiti di architettura, design grafico e di prodotto, identità globali coordinate.



Fabrizio Accatino


Nasce a Torino nel 1971. Giornalista dal 1993, ha lavorato per diverse testate locali prima di diventare direttore artistico del Cinema Agnelli di Torino e direttore dei programmi di Radio Proposta Piemonte. Dal 1998 è corrispondente da Torino per Radio Vaticana. Ha curato l’organizzazione di eventi culturali e festival, come “Aiace Sottodiciotto Filmfestival”, “Grinzane Cinema”, “RomaFictionFest”. Ha collaborato con il Museo Nazionale del Cinema per il restyling del Museo alla Mole Antonelliana e per gli eventi culturali legati ai Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006. Autore televisivo per Rai e La7, autore radiofonico per RadioRai, è sceneggiatore per la testata a fumetti “Dylan Dog”.



Tommaso Delmastro


Nasce a Torino nel 1979. Maturità classica, si laurea presso il Politecnico di Torino, dal 2005 è architetto. Ha collaborato nel 2006 con Missoni Spa alla progettazione della mostra antologica Caleidoscopio Missoni. E' collaboratore a contratto del Politecnico di Torino e dell'Istituto Europeo di Design. Dal 2006 è membro del consiglio direttivo di Turn, La nuova design community di Torino. Nel 2003 fonda a Torino con Michele Bortolami lo studio Undesign dove si occupa di progettazione creativa negli ambiti di architettura, design grafico e di prodotto, identità globali coordinate.



Massimo Teghille


Nato a Giaveno (TO) nel 1976, è un architetto che si occupa di progettazione edilizia ed è assistente al " Corso di Architettura e Paesaggio" per il Politecnico di Milano, sede di Piacenza. Si è laureato nel 2005 con tesi "Concorso per la progettazione di un museo per le opere dell’artista Nam June Paik in Corea del Sud". Nel 2001, ha fondato "ddtstudio" con Tommaso Delmastro e Claudio D'Addato. In seguito ha collaborato con diversi studi d'architettura nel campo dell' allestimento, (Word city c/o Pitti Uomo 2005, Fonderie Limone 2005, e Chimica Arenella 2004 per "Cliostraat") grafica e industrial design (Clamoroso!, 2004 con Undesign). Partecipa a concorsi di progettazione nazionali ed internazionali con diversi gruppi di progettazione (Fuori dal tunnel 2008, Una Biblioteca per Legnano 2008 , Piazza Caricamento 2004, Mascotte per F.I.T. 2005, Stazione Porta Susa terminal ferroviario 2001, Uia Berlin 2001, Design Cafè 2001).


Una delle stazioni della Metropolitana di torino che ospiterà la mostra Afterville, in programma dal 25 maggio al 31 luglio 2008, diventerà ingresso simbolico del futuro in una interpretazione fotografica di Carlotta Petracci



eventi

astronave torino

14 ottobre 2007 - 7 gennaio 2008

MIAAO, via maria vittoria 5, torino


the experiment

venerdì 29 febbraio ore 10:00

cinema massimo, via verdi 18, torino


the show

giovedì 27 / venerdì 28 marzo ore 21:00

museo nazionale del cinema, via montebello 20, torino


the movie

mercoledì 16 aprile ore 21:00

cinema massimo, via verdi 18, torino


the reading

29 aprile / 13 maggio ore 18:00

circolo dei lettori, via bogino 9, torino


the underground exhibition

12 giugno - 27 luglio

linea 1, metropolitana di torino


the starchitecture night

2 luglio ore 21:00

OGR, corso castelfidardo angolo corso stati uniti, torino


divine design

ottobre - dicembre

MIAAO, via maria vittoria 5, torino