Esiste un’estetica dell’altrove che chi ha
girovagato almeno un po’ lungo i sentieri
della fantascienza riconosce al primo
sguardo. Da oltre un secolo -dai primi
sogni sfocati di H.G. Wells- la science
fiction ha compiuto un percorso visionario
che l’ha portata a tratteggiare in maniera
sempre più definita pieghe e dettagli di
società alternative. Una progettualità
parallela (peraltro mai codificata fino in
fondo) si è dispiegata in romanzi, film,
storie a fumetti: una fanta-urbanistica,
una fanta-architettura, un fanta-design
hanno attribuito forme e colori alle visioni
di generazioni di narratori. Come plastici
animati dalla scintilla della vita, le tante
Afterville (le città di domani) hanno via via
abbandonato le dimensioni del bozzetto
e del fondale per costituirsi come insiemi
complessi, universi caratterizzati da una
coerenza interna precisa, a tratti estrema.
Per ciascuna di esse il minimo comun
denominatore è la distonia (di volta in
volta impercettibile o macroscopica)
rispetto al -qui e ora- di chi le ha pensate.
Gli elementi che le popolano -essi stessi
creazioni del gusto e dell’ingegno del
presente: edifici, veicoli, elementi di
arredo- attingono alla realtà solo per
tradirla, a turno trasfigurandola o
rovesciandola. Nel corso degli anni (reali)
gli universi (virtuali) della fantascienza si
sono trasformati radicalmente, facendosi
sempre più materici,
toccando un
ipotetico zenit e poi andando oltre, rarefacendosi
fino alla smaterializzazione.
Partita da quegli stupendi e perfetti oggetti
rétro che popolavano la fantascienza
d’antan (gli aeromobili imbullonati dei
romanzi di Verne, il razzo bianco e rosso
dei fumetti di Tintin, i velivoli di stagnola
dei corti di Méliès), l’oggettistica di genere
ha iniziato a impiegare materiali nuovi,
deformandosi, assorbendo la luce,
corrompendosi.La schematica e indefinita
perfezione degli esordi si è pian piano
consumata, lasciando spazio a texture
sempre più difettose e deperibili, intaccate
dal tempo e dall’uso, corrose dalla ruggine
e dallo smog.
Dal sense of wonder di
Uomini sulla Luna al ferruginoso
disfacimento dei vari Alien, passando per
Solaris e Dark Star, la materialità diventa
materialismo, in un deterioramento
continuo che individua le sue d’Ercole
nel futuro distopico di Blade
Runner. Al termine di questo processo di
corruzione e perdita di senso c’è il
passaggio dalla fisicità alla metafisica
(anticipato dal nulla abbacinante di
L’uomo che fuggì dal futuro), giù giù lungo
la china che porta agli universi binari di
Johnny Mnemonic e Matrix, fino
all’immaterialità assoluta di Final Fantasy,
che di questa deriva è -per l’appunto- la
fantasia finale.
Viene fondato a Torino nel 2003 da Michele Bortolami e Tommaso Delmastro.
Undesign progetta concetti nei campi del design e dell' architettura, fondendo simultanemante aspetti funzionali, formali, comuniativi ed emotivi.
Basandosi sull'interrelazione tra design di prodotto e branding, ha dato vita e segue un sistema programmatico di progettazione, definito UNDESIGN.
UN-DESIGN come DE-PROGETTARE.
Tendere verso la sintesi formale procedendo per sottrazione, non addizione, così da ridurre la forma a puro simbolo di se stessa.
Un modo di fare design purificato dal superfluo, senza inutili stratificazioni;
oggettivo ed accessibile a tutti.
Secondo la filosofia undesign: "design less, design better" (progettare meno, progettare meglio)
www.undesign.it
Nasce a Moncalieri (TO) nel 1977. Architetto, si laurea nel 2003 presso il Politecnico di Torino con una tesi in branding and exhibit design.
Tiene corsi e workshop di comunicazione e visual design presso la Facoltà di Scienze delle Comunicazioni di Perugia, l'Università del Piemonte Orientale e la Facoltà di Scienze Politiche di Torino. Ha ricoperto il ruolo di external tutor per il settore media&design all'interno degli ASP Projects dell'Alta Scuola Politecnica di Torino. È membro della commissione "Visione Creativa" dell' Ordine degli Architetti di Torino. Nel 2003 fonda a Torino con Tommaso Delmastro lo studio Undesign dove si occupa di progettazione creativa negli ambiti di architettura, design grafico e di prodotto, identità globali coordinate.
Nasce a Torino nel 1971. Giornalista dal 1993, ha lavorato per diverse testate locali prima di diventare direttore artistico del Cinema Agnelli di Torino e direttore dei programmi di Radio Proposta Piemonte. Dal 1998 è corrispondente da Torino per Radio Vaticana. Ha curato l’organizzazione di eventi culturali e festival, come “Aiace Sottodiciotto Filmfestival”, “Grinzane Cinema”, “RomaFictionFest”. Ha collaborato con il Museo Nazionale del Cinema per il restyling del Museo alla Mole Antonelliana e per gli eventi culturali legati ai Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006. Autore televisivo per Rai e La7, autore radiofonico per RadioRai, è sceneggiatore per la testata a fumetti “Dylan Dog”.
Nasce a Torino nel 1979. Maturità classica, si laurea presso il Politecnico di Torino, dal 2005 è architetto. Ha collaborato nel 2006 con Missoni Spa alla progettazione della mostra antologica Caleidoscopio Missoni. E' collaboratore a contratto del Politecnico di Torino e dell'Istituto Europeo di Design. Dal 2006 è membro del consiglio direttivo di Turn, La nuova design community di Torino. Nel 2003 fonda a Torino con Michele Bortolami lo studio Undesign dove si occupa di progettazione creativa negli ambiti di architettura, design grafico e di prodotto, identità globali coordinate.
Nato a Giaveno (TO) nel 1976, è un architetto che si occupa di progettazione edilizia ed è assistente al " Corso di Architettura e Paesaggio" per il Politecnico di Milano, sede di Piacenza. Si è laureato nel 2005 con tesi "Concorso per la progettazione di un museo per le opere dell’artista Nam June Paik in Corea del Sud". Nel 2001, ha fondato "ddtstudio" con Tommaso Delmastro e Claudio D'Addato. In seguito ha collaborato con diversi studi d'architettura nel campo dell' allestimento, (Word city c/o Pitti Uomo 2005, Fonderie Limone 2005, e Chimica Arenella 2004 per "Cliostraat") grafica e industrial design (Clamoroso!, 2004 con Undesign). Partecipa a concorsi di progettazione nazionali ed internazionali con diversi gruppi di progettazione (Fuori dal tunnel 2008, Una Biblioteca per Legnano 2008 , Piazza Caricamento 2004, Mascotte per F.I.T. 2005, Stazione Porta Susa terminal ferroviario 2001, Uia Berlin 2001, Design Cafè 2001).
