Carlotta Petracci, ritratto del sindaco di Afterville Syd Mead (al centro) con i curatori (da sinistra) Michele Bortolami, Tommaso Delmastro, Syd Mead, Fabrizio Accatino, Massimo Teghille
Nato il 18 luglio 1933 negli Stati Uniti, a St. Paul nel Minnesota, Sydney Jay Mead esordisce come designer industriale per compagnie come Ford, Philips, Sony, Chrysler. Sul finire degli anni Settanta entra nel mondo del cinema con l’originale ruolo di “consulente futurista”, segnando un capitolo fondamentale nella storia della fantascienza su grande schermo.Crea il personaggio di V’ger per il primo film di “Star Trek” (1979), gli sterminati paesaggi digitali di “TRON” (1982), la nave spaziale Leonov per “2010: l’anno del contatto” (1984), l’astronave Sulaco di “Aliens” (1986), il robottino Johnny 5 di “Corto circuito” (1986), gli incrociatori spaziali dell’anime “Yamato 2520” (1987), l’automobile/macchina del tempo di “Timecop” (1994), gli scenari virtuali di “Johnny Mnemonic” (1995), il lettore squid di “Strange Days” (1995), i bipedi meccanici dell’anime “Turn A Gundam” (1998), i veicoli per l’esplorazione di Marte in “Mission to Mars” (2000), il generatore di
maschere biomorfe in “Mission: Impossible III” (2006). Il suo capolavoro assoluto rimane la San Angeles sudicia e uggiosa di “Blade Runner” (1982), il film di Ridley Scott destinato a cambiare per sempre l’estetica della città nella fantascienza moderna. Syd Mead ha prestato il suo talento visionario anche a diversi videogame: “Terraforming” (1992), “Cyberrace” (1993), “Gran Chaser / Cyber Speedway” (1995), “Wing Commander Prophecy” (1997). Ha pubblicato i libri di design “Sentinel” (1976), “Oblagon” (1985), la trilogia “Kronolog” (“Kronovecta”, “Kronoteco” e “Kronovid”, 1991), “Sentury” (2001), oltre al saggio “Progettare il futuro” nell’antologia “Il futuro secondo il cinema di fantascienza” (1984) e a un corso di disegno in Dvd (2004). Oggi è presidente della Syd Mead Inc. e vive e lavora a Pasadena, in California. A chi glielo chiede, così riassume la formula magica del design: “Sono la padronanza del contesto, dei dettagli e della logica a rendere il design e la creazione di forme degne del vostro interesse e – commercialmente parlando – dell’interesse di qualcun altro. Ma soprattutto, non pensiate che la tecnica da sola possa salvarvi il culo. Sono ancora le idee a vincere, dopotutto”.


a sinistra alcuni momenti dell'evento, foto di Carlotta Petracci
sopra Syd Mead, Race Ball , illustrazione
