

L’edificio più visionario e utopico della città di Torino – la Mole Antonelliana, costruita sul finire dell’Ottocento e oggi sede del Museo Nazionale del Cinema – ha ospitato lo spettacolo From Metropolis to Afterville. In tale occasione gli squarci di futuro si sono spostati sul piano delle sonorità, con la musica ipnotica, oscura, dilatata dei torinesi Larsen. La band ha tenuto per l’occasione un concerto di materiale inedito eseguito dal vivo nell’Aula del Tempio della Mole: la è stata la colonna sonora di una videoinstallazione che ha ripercorso un secolo di storia del cinema di fantascienza, presentando, come in un vasto collage, scorci ed elementi delle città di domani.
La città del cinema spesso sfugge o rimane sullo sfondo. Lo sguardo della macchina da presa, selettivo ed implacabile, inquadra i personaggi principali, ma non lei. Nella fantascienza accade meno frequentemente. Un’astronave che volteggia tra i grattacieli, un inseguimento con macchine volanti, un viaggio in una metropolitana sopraelevata, sono l’occasione per mostrarci la città ed, in una sola scena, farci capire qual è il futuro immaginato dal regista. A volte, si amplificano stereotipi e modi di vita del quotidiano; altre si nega completamente il presente. In due parole, si progetta. Il regista diventa architetto e immagina il futuro. Non solo: lo costruisce anche! La città è reale. L’idea di quella vita futura diventa tangibile. Questa riflessione è il trait d’union che lega il montaggio dei film presentati nello spettacolo Da Metropolis ad AfterVille. Una carrellata di clip cinematografiche ripercorono cronologicamente la Storia del Cinema, da Metropolis ad AfterVille passando per Fahrenheit 451 e Blade Runner e mostrando l’evoluzione della città futura, in oltre cinquanta pellicole ed un secolo di cinema. E’ stato un viaggio avvincente! Partendo dalle megalopoli totalitarie e giungendo ai deserti post atomici, le città siano sempre state lo specchio delle nostre aspettative e delle nostre paure che, con esse, si sono evolute e diversificate. Questo è il motivo principale per cui è stata scelta la progressione cronologica delle clip: lo spettatore può paragonare la Storia mondiale dell’ultimo secolo con le aspettative future che ogni periodo storico del ‘900 ha generato. Nessuno degli “immaginari” ha avuto finora completo riscontro e nessun film è stato totalmente “profetico”. Un altro criterio di scelta è stato considerare il ruolo attivo delle metropoli nei film, dove non fungessero solo da “fondale” alla storia. In questi casi, l’azione dei protagonisti coinvolge la trama urbana nel profondo. Molto spesso, l’interazione è tale che la città viene distrutta , e con essa, il tipo di futuro che essa rappresenta.
Il protagonista
è tale proprio perché, per cambiare
il futuro, distrugge il simbolo del suo presente:
la città. Con l’uso delle tecnologie odierne e
di modelli tridimensionali, le metropoli
sono ormai diventate molto più estese
e l’ambientazione non è solo più “suggerita”
ma resa reale con animazioni
tridimensionali che ce la fanno vivere a
pieno. Abbiamo detto addio ai fondali
sgranati per abitare la città dei film. I film scelti fondano parte del loro successo
sull’ambientazione in città, vere o immaginarie,
ma comunque specifiche. Le
città sono state progettate per il film a
cui appartengono e, quando si utilizzano
location esistenti, la loro evoluzione è
sempre specchio dell’idea “fantascientifica”
alla base della trama.
Metropolis di Fritz Lang, Germania 1927
AfterVille di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, Italia, 2008
Inoltre, l’idea fondante del progetto curatoriale
di AfterVille evidenzia “in toto”
quando, il regista sceglie architetture
ed oggetti esistenti per mostrare la sua
idea di “futuro”: non solo il cinema influenza
gli immaginari collettivi futuri, ma
chiunque progetta pensa al futuro e ne
tenta di anticiparne le forme. Anche l’architetto
e il designer, così come i registi,
proiettano le loro aspettative sull’oggetto
che disegnano. Immaginano nuovi
utilizzi e creano nuove interazioni con gli
oggetti; modificando il rapporto con gli
oggetti e con le persone. Ricordate l’ultima
volta che siete passati a casa di un
amico suonando il campanello, senza
avvisarlo preventivamente col cellulare?
Anni fa era un comportamento comune;
se no non avrebbero inventato i citofoni…
In 2001 Odissea nello spazio, le sedute
di Werner Panton hanno rapresentato
la quintessenza formale del futuro: quel
immaginario futuro è ancora tale oggi,
dopo 40 anni, anche se il 2001 è ormai
passato da tempo.
La musica dei Larsen e lo spazio mistico
della Mole Antonelliana fanno il resto…
