AfterVille
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the show

giovedì 27 / venerdì 28 marzo ore 21:00

museo nazionale del cinema, via montebello 20, torino


L’edificio più visionario e utopico della città di Torino – la Mole Antonelliana, costruita sul finire dell’Ottocento e oggi sede del Museo Nazionale del Cinema – ha ospitato lo spettacolo From Metropolis to Afterville. In tale occasione gli squarci di futuro si sono spostati sul piano delle sonorità, con la musica ipnotica, oscura, dilatata dei torinesi Larsen. La band ha tenuto per l’occasione un concerto di materiale inedito eseguito dal vivo nell’Aula del Tempio della Mole: la è stata la colonna sonora di una videoinstallazione che ha ripercorso un secolo di storia del cinema di fantascienza, presentando, come in un vasto collage, scorci ed elementi delle città di domani.


effetto larsen

Nick Aster

Intervista gruppo che ha sonorizzato the show






La biografia recita: Larsen, in più di dieci anni di attività ha pubblicato sei album, due ep e un dvd e si è conquistato il plauso incondizionato della stampa (inclusa la prestigiosa testata inglese The Wire) e ha suonato in tutto il mondo, sia come headliner, sia in cartellone con Neurosis e Einstürzende Neubauten,fra gli altri. Larsen ha anche realizzato colonne sonore per il cinema e per il teatro, inclusa quella di Cartoanimalettimatti, commissionata dall’Università di Torino per i film di animazione di Winsor McKay. Le collaborazioni sono innumerevoli così come i progetti personali con ogni membro del gruppo indaga le varie dimensioni dell’universo musicale. Loro sono: Fabrizio Modonese Palumbo (chitarre, voce, harmonium), Marco Schiavo (batteria, xilofono e voce), Paolo Dellapiana (tastiere, accordion, voce), Roberto Clemente (chitarre, voce).

Nel concerto più recente, si è aggiunta, alla consueta line up, Julia Kent, violoncellista canadese di fama internazionale. L’ultima loro performance è stato lo show “From Metropolis to Afterville” che si è tenuto il 27 e il 28 marzo alla Mole Antonelliana, dove la band ha sonorizzato un montaggio di clip tratte dai più famosi film di fantascienza nelle quali la città del futuro è protagonista. Il folto pubblico delle due serate ha riservato un’autentica ovazione ai Larsen, che hanno suonato sulla balconata sovrastante l’Aula del Tempio, scendendo lungo la rampa, cosparsi da led blu come alieni. La loro performance non ha tradito le aspettative dei fan e nemmeno quelle dei curatori di “Afterville”, che, avevano pensato a loro come star delle due serate proprio dopo aver assistito a Cartoanimalettimatti e ABECEDA, sonorizzazione ispirata alla grafica del cecoslovacco Karel Teige ed inserita nel programma ufficiale di “Settembre Musica 2006”. Li incontriamo ora, due settimane dopo l’evento. Parliamo del successo della performance “a bocce ferme”. L’ambasciatore del gruppo questa sera è Paolo Dellapiana, che usa portatile Mac e fisarmonica come emblemi diacronici della musica nomade.

Larsen band espressione della scena sperimentale internazionale, protagonisti di un concerto inedito,
da Metropolis ad Afterville, nella Sala del Tempio della Mole Antonelliana. (progetto fotografico Carlotta Petracci)


Incominciamo con le domande di rito. Quando vi è stato proposta la collaborazione con il progetto “Afterville” avete accettato subito con entusiasmo. Cosa abbastanza inusuale, conoscendovi, visto siete abbastanza selettivi e critici
Essere selettivi e critici non significa essere obbligatoriamente lunghi nelle decisioni o peggio fare i preziosi. Il progetto ci è sembrato subito interessante e la location a dir poco affascinante.
Nella storia del cinema di fantascienza, gruppi famosi, come i Vangelis, hanno commentato con le loro partiture, film altrettanto famosi. Il genere aiuta a scoprire nuove sonorità, o a sintetizzare le proprie?
No. Abbiamo sonorizzato immagini di vario genere riguardanti temi diversi. Direi che la particolarità del processo creativo sta nel cogliere suggestioni dalle immagini in senso assoluto. Le nuove sonorità sono una conseguenza naturale. Nel nostro caso l’impronta Larsen è stata comunque molto riconoscibile.
A proposito di fantascienza, Afterville si propone di rintracciare il fil rougeche lega l’immaginazione e la progettazione del futuro. Come pensate che ciò possa accadere nella musica? Insomma, se i Larsen scrivessero una “traccia” fantascientifica, quale sarebbe la loro visione della musica futura?
Posso tranquillamente affermare che la musica dei Larsen è in continua evoluzione; in più di dieci anni si è trasformata ed è evoluta senza pause sia dal punto di vista compositivo che da quello sonoro. A suo modo la sento come una “traccia fantascientifica” perenne. L’importante è mantenere l’istinto evolutivo in salute.
In qualche modo, la dimensione live richiesta per Afterville è già qualcosa di futuro per la musica. Uno spettacolo che ha usufruito di più input esterni quali il montaggio delle clip e una location suggestiva e peculiare. Pensate che la musica del futuro sarà sempre più contaminata da elementi esterni? E soprattutto, pensate che questo sia un fenomeno positivo?
Ritengo che la composizione musicale sia frutto di un continuo stimolo esterno filtrato dai meandri più remoti della propria anima (anima in senso lato ovviamente) e viceversa. In questo caso la Mole Antonelliana è stata uno stimolo molto evidente per gli astanti ma il processo creativo ha sempre il medesimo percorso e lo avrà sempre. Mi piace pensare che sia più una questione di sensibilità interna che di un’ingerenza esterna.
In un presente dove il supporto musicale e la musica “suonata” perdono importanza a favore di formati digitali riproducibili infinite volte, il momento del “concerto” risulta essere l’unico in cui l’artista riesce veramente a controllare il proprio prodotto. Pensate “concerto” come momento di sperimentazione, e non di riproduzione del lavoro in studio, avrà spazio nella musica futuro?
Io spero che il concerto non abbia mai perso la funzione di “momento sperimentale”; Modificare, aggiungere, contorcere la musica nel momento della sua riproduzione dal vivo è una delle cose che in assoluto mi divertono di più. E’ successo anche alla Mole…..
Per un tipo di musica come la vostra, è molto importante anche la parte in “studio”. Com’è nato il “live” dal montaggio? Conoscevate i film? Vi ha influenzato il ricordo di quelle storie oppure vi siete basati sull’estetica delle singole sequenze?
I film li conoscevamo ma l’attenzione è stata posta esclusivamente all’estetica e alla suggestione delle immagini. Il rischio di cadere in luoghi comuni sonori legati alle atmosfere dei film era notevole, credo che così facendo si sia decisamente aggirato l’ostacolo.

La musica con il suo ruolo di “commento” al cinema ha sempre enfatizzato situazioni ed emozioni, a differenza del videoclip che ha funzione diametralmente opposta. Da questo punto di vista, come può essere letta l’esperienza di “Afterville -the Show”?
In un presente dove il supporto musicale e la musica “suonata” perdono importanza a favore di formati digitali riproducibili infinite volte, il momento del “concerto” risulta essere l’unico in cui l’artista riesce veramente a controllare il proprio prodotto. Pensate “concerto” come momento di sperimentazione, e non di riproduzione del lavoro in studio, avrà spazio nella musica futuro?
Io spero che il concerto non abbia mai perso la funzione di “momento sperimentale”; Modificare, aggiungere, contorcere la musica nel momento della sua riproduzione dal vivo è una delle cose che in assoluto mi divertono di più. E’ successo anche alla Mole…..
Per un tipo di musica come la vostra, è molto importante anche la parte in “studio”. Com’è nato il “live” dal montaggio? Conoscevate i film? Vi ha influenzato il ricordo di quelle storie oppure vi siete basati sull’estetica delle singole sequenze?
I film li conoscevamo ma l’attenzione è stata posta esclusivamente all’estetica e alla suggestione delle immagini. Il rischio di cadere in luoghi comuni sonori legati alle atmosfere dei film era notevole, credo che così facendo si sia decisamente aggirato l’ostacolo.
La musica con il suo ruolo di “commento” al cinema ha sempre enfatizzato situazioni ed emozioni, a differenza del videoclip che ha funzione diametralmente opposta. Da questo punto di vista, come può essere letta l’esperienza di “Afterville -the Show”?
Credo che la generale visione della musica come “commento” alle immagini sia a dir poco restrittiva. La musica è parte integrante di uno spettacolo, così come lo sono i colori, le parole, le luci o qualsiasi altro componente. Mi piace pensare che sia stato così anche per lo show di Afterville. Ovviamente è una mia opinione personale. Sorpresa dell’ultimo
Sorpresa dell’ultimo minuto: alla vostra line up si è aggiunta Julia Kent, con cui avevate già collaborato in passato. Cosa vi ha fatto pensare che avrebbe potuto così bene adattarsi al progetto Afterville? Nel suo violoncello, avete trovato sonorità future?
La presenza di Julia nei Larsen è ormai un accadimento talmente frequente e consolidato che la consideriamo quasi una quinta Larsen (come per altro si sente anche lei). Il suono del suo violoncello si è subito intrecciato con le nostre sonorità ed è nei nostri cuori da sempre.
Le voci di corridoio dicono che state preparando un nuovo album e che alcuni degli esperimenti di Afterville - the Show ritorneranno nelle vostre nuove tracce. Volete fare qualche anticipazione?
Registreremo un nuovo album a giugno che includerà buona parte della musica scritta in occasione di Afterville. Avremo degli ospiti affascinanti…
Dove vi sentiremo suonare a breve?
Abbiamo alcune date a giugno in festival estivi. Il nostro calendario è in continua evoluzione. Andate sul nostro sito (www.larsen.to.it) per gli ultimi aggiornamenti.

L’organizzazione cercherà di ripetere Afterville - The Show in occasione del XXIII Uia Congress, cercando una location ancora più capiente per permettere a chi non ha ancora assistito allo spettacolo e ai partecipanti del Congresso di partecipare allo show. Nulla è ancora certo, però. Non resta che incrociare le dita.

eventi

astronave torino

14 ottobre 2007 - 7 gennaio 2008

MIAAO, via maria vittoria 5, torino


the experiment

venerdì 29 febbraio ore 10:00

cinema massimo, via verdi 18, torino


the show

giovedì 27 / venerdì 28 marzo ore 21:00

museo nazionale del cinema, via montebello 20, torino


the movie

mercoledì 16 aprile ore 21:00

cinema massimo, via verdi 18, torino


the reading

29 aprile / 13 maggio ore 18:00

circolo dei lettori, via bogino 9, torino


the underground exhibition

12 giugno - 27 luglio

linea 1, metropolitana di torino


the starchitecture night

2 luglio ore 21:00

OGR, corso castelfidardo angolo corso stati uniti, torino


dalle città dell'aldilà

4 ottobre - 31 dicembre 2008

MIAAO, via maria vittoria 5, torino






extra



effetto larsen

Nick Aster

Intervista gruppo che ha sonorizzato the show


montare la città

Massimo Teghille

cocuratore